Suck It and See -Italiano

Provare, sempre provare. – oppure tentare e mai, dico mai, fermarsi.

Brighton. Ci tengono compagnia le nuvole.

Una miriade di stores da setacciare e nemmeno il tempo per farlo.

Ecco. Entro subito nel negozio . Punker Bunker il suo nome! Quanto basta per attrarre la mia attenzione. Arrivo!

Ma no. È chiuso.

Nel mentre il cielo si fa più scuro.

Caspita. Mi giro e mi rigiro ma nessuna traccia di quei due famosi negozi di vinili (nuovo e vecchio) . Due? Perché lo shop ha in sé il vecchio e il nuovo, uno spazio per il passato e un tocco di presente della discografia.

Nel frattempo? Comincio a perdermi e la pioggia mi ricorda che ho da svoltare.

Un po’ di Pop nel RakeKind Record store. Spettacolo.

Hip hop a gogo. Groove, anche lui, il boss dello shop sembra parolare con un accentazione americana. Per la serie… la musica fa!

Vero! Non è il mio genere, ma non mi sottraggo certo dal cercare.  Gorillaz Demon Days a soli 12,99. Semplice. È mio!

È ora di andare. Poco tempo ancora e l’ultimo negozio da scovare.

La strada mi porta e la pioggia mi inzuppa. Io? Non mi fermo.

Salto nel Resident Music store.

Vinili Indie appena entro.

Qui. Ci sono. Ce l’ho fatta!

Mi metto a cercare qualche titolo. Accanto a me una ragazza dai meravigliosi capelli bruni di venticinque anni cerca con la mia stessa foga.

Lei, intenta a scovare vinili assai importanti, determinata e trasognante al tempo stesso.

Mi urta e senza nemmeno alzare lo sguardo mi rivolge due parole due per scusarsi.

Certo accolgo il suo gesto fatto di parole distratte.

Ma subito urla strozzando la voce…“Ma dove diavolo è finito?”

Faccio finta di nulla ma butto lo sguardo un po’ più in là. Un vinile di Lana del Rey tra le sue mani.

Nella mia testa rimbomba il Born to Die.

Lana del Rey, Born to Die.

Sì, mi piace Lana!

Ma lei riprende e non si capacita di dove possa essere stato nascosto. Si gira verso di me e sostiene di averlo visto due ore fa, proprio qui.

Tocca indicarle che lo avranno esaurito – forse?!

“Vado a chiedere al negoziante” – aggiunge!

Non posso che confermarle la validità della scelta presa.

E un istante dopo, senza essersi minimamente smossa, la sento farneticare tra sé e sé che “Forse non è il caso. È tardi e stanno per chiudere tutto.

E niente. Pochi minuti e riprende a farneticare. “Non sono riuscita a trovare cosa cerco. Perché, perché perché? “- alzando ancora una volta il tono della voce. Io? Le sorrido!

Le propongo di prendere un caffè.

Risoluta, questa volta, accetta l’invito e si dirige alla cassa a pagare. Si volta, poi, sorride e mi indica un tavolino del locale accanto allo store.

Io amo le borse dei record store. Possono accogliere un mondo di musica al loro interno. E così è davvero facile poi portarli via. Una volta tra le mie mani, come un bambino con il suo giocattolo sorrido dentro e fuori e vado via. Ecco, lei era proprio intenta a far questo. Spettacolo.

Così ci ritroviamo faccia a faccia e a separarci semplicmente due cappuccini bollenti.

Saltellando da un esperienza e un’altra mi racconta le sue personalissime idee sulla musica, i viaggi e le storie raccontante o ancora da raccontare. Poi ancora fotografia e moda. La verità? Per nulla banali i suoi pensieri. Vero. Le persone alle volte hanno davvero spunti interessanti da raccontare, ma non a tutti.

Confermo ancora. Davvero interessante.

Quando le chiedo se ha un blog in cui riporta le sue storie di viaggi e di vita, le sue idee, mi risponde con un no secco.

Incalzo e le propongo l’idea della fotografia.

No. Troppo lavoro da dover gestire – risponde.

Rincalzo la dose proponendole un blog di moda.

Sai – dice soffermando lo sguardo verso una vetrina accanto – c’è davvero tanta gente che scrive e pubblica in questi ambiti.

Un mare di cose, tante. Forse troppe!”

Nel frattempo il nostro cappuccino e quasi finito.

Le indico che è arrivato il momento di salutarci. Chi sa, semmai avremo modo di incrociarci ancora sfogliando vinili in qualche store.

Lei mi sorride ancora e conferma che gradirebbe.

La saluto e ora tocca a me rivolgerle un sorriso sentito.

Caspita. Me ne vado con i pensieri che corrono veloci e si attorcigliano per poi lasciar spazio ad altre connessioni ancora.

Posso dirlo forte. La tipa mi ha dato un paio di spunti riguardo i mio blog sui vinili. Quello di cui avevo bisogno.

Niente. È il momento di vederla andar via. Vero! Ho sperato si voltasse per regalarmi ancora un ultimo sguardo.

Inclino il capo verso la busta. Reggo il vinile e stendo le braccia.

Lei si gira, verso me. Si sporge per scorge

Il momento giusto per lanciarle un messaggio.

“Suck it and see”

Fallo e Vedrai

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